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La sede

La prima sala delle "Sale del Bramante" La prima sala delle "Sale del Bramante"

L’Esposizione ha sede in Roma nelle suggestive Sale del Bramante, un tempo studio dell’insigne architetto rinascimentale, addossate alle mura Aureliane, attigue alla Basilica di Santa Maria del Popolo.

E’ composta da tre sale di 350 mq. complessivi. I presepi sono divisi per categorie: presepi esteri, presepi artistici, presepi scenografici, presepi di fantasia e presepi di Enti/Associazioni/Istituti scolastici.

Santa Maria del Popolo è una chiesa agostiniana con sede a Roma sul lato nord di Piazza del Popolo, una delle piazze più famose della città. La piazza è situata tra il parco del Pincio e l’antica Porta Flaminia che era una delle porte nelle Mura Aureliane e il punto di partenza della via Flaminia, la via più importante a nord di Roma antica. La chiesa è ricca di opere d’arte di Raffaello, Gian Lorenzo Bernini, Caravaggio, Pinturicchio, Andrea Bregno, Guillaume de Marcillat e Donato Bramante che quando lavorava nella Basilica per realizzare l’abside, la volta a “botte” e a cassettoni aveva il suo studio nelle attigue Sale dette appunto “Sale del Bramante” dove si svolge da 37 anni l’Esposizione Internazionale “100 Presepi”.

La chiesa ha origine da una piccola cappella, eretta da papa Pasquale II nel 1099, in seguito alla demolizione del Mausoleo dei Domizi Enobarbi, tomba dell’imperatore Nerone, ed  è così denominata perché il popolo romano contribuì ampiamente alla sua costruzione. 

Nel 1227 la cappella fu ingrandita da papa Gregorio IX, che vi fece trasportare dalla cappella del Santissimo Salvatore in Laterano la bellissima immagine, attribuita a San Luca, immagine della Madonna che ancora oggi si venera nella chiesa. Successivamente venne ricostruita e ampliata, sotto Sisto IV, da Andrea Bregno, tra il 1472 ed il 1477, con un aspetto rinascimentale. Dal 1250 la chiesa è officiata dagli Agostiniani.

Interventi successivi furono quelli del Bramante, sui disegni del quale fu rifatto il coro agli inizi del XVI secolo; di Raffaello, che, nello stesso periodo, progettò la cappella Chigi; e quelli di Gian Lorenzo Bernini, che tra il 1655 ed il 1660 restaura nuovamente la chiesa, donandole questa volta una chiara impronta barocca che si può ammirare ancora oggi.

Agli inizi dell’Ottocento, per la sistemazione della piazza e del Pincio, fu sacrificato il vasto convento agostiniano, nel quale aveva soggiornato Martin Lutero durante la sua permanenza in Italia nei suoi anni giovanili.

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